«La Consulenza Filosofica va bene per me oppure è meglio che mi rivolga a uno psicoterapeuta?». Una domanda che ci pongono spesso. Iniziamo a fare chiarezza

di Francesca Guercio e Federico Levy

Ambiti e modalità d’intervento di due professionalità quali quella dei Consulenti Filosofici e quella degli Psicoterapeuti sono davvero diversi. Senza contare che gli approcci procedurali e applicativi in entrambi i lavori sono molteplici; legati alla formazione, alle scuole, agli stessi esperti e ai contesti.

Nondimeno, forse il fatto che entrambe si occupino dell’uomo e del suo benessere e si svolgano a partire da un setting dialogico suscita un interrogativo ricorrente. Al quale molti hanno già dato risposte più o meno intellegibili e rigorose.

Ciascun collega ha il suo stile, da ricercare e approfondire. E le puntualizzazioni dei due interventi intitolati ironicamente Malanni di ragione – è bene esplicitarlo subito – riguardano esclusivamente il modo con il quale intendono e praticano la Consulenza i due estensori.

Uno spazio vitale in cui poter esplorare la vita contando su un sostegno accogliente, duttile e vigile, senza sentirsi a propria volta “esplorati” dalle competenze settoriali dell’interlocutore.

Visione del mondo: una “filosofia privata” 

Una premessa d’ordine generale, tuttavia, sussiste. La professione del Consulente Filosofico affonda le radici in una disciplina che ha più di duemila anni di storia e una varietà di attuazioni tanto ampia e prospera da rivelarsi versatile nell’accompagnare e sostenere individui e gruppi in percorsi di chiarificazione, progresso e trasformazione. In vista di un diffuso miglioramento della qualità di vita.

Gli interventi specifici del nostro studio sono orientati a privilegiare l’apporto della Consulenza nella disamina di quella “filosofia privata” che è la visione del mondo di ciascuno. Nonché in quell’insieme di epifenomeni che sono il nostro modo di essere nel mondo; di leggerlo e di comunicarlo. Intessuta di propensioni in fatto di etica, di valori, di estetica, di pensiero tale visione si esprime nel logos, certamente; e riverbera nel nostro corpo e nelle nostre emozioni. Espressioni della prospettiva dalla quale guardiamo, e perciò sentiamo, noi stessi, i fatti, gli altri, le relazioni.

Un’indagine che prescinde dall’inconscio

Per dirla con Ran Lahav – docente all’università di Haifa – un Consulente Filosofico “prende sul serio” la visione del mondo del Cliente. Ovvero vi entra in relazione diretta e dialettica; sospendendo il giudizio e dedicandosi con scrupolo e rispetto a illuminarla, dipanarla, scandagliarla. Senza mai interpretarla e tanto meno dirigerla.

Affinché ciascuno possa trovare la propria risposta alla domanda dalla quale questo intervento prende le mosse, poi, un dato è davvero essenziale. Essa non viene mai considerata in relazione a processi psichici sottendenti e inconsci.

Con ciò non s’intende in alcun modo negare l’esistenza di tali processi né sottovalutarne la rilevanza! Semplicemente, la Filosofia Pratica ha tra le prerogative di non porvi l’accento. In ordine al principio che il contatto diretto col mondo che gli individui sperimentano ogni giorno sia mediato dalla personale visione di esso almeno tanto quanto dalla propria psiche.

Orientata a stimolare il senso di libertà e d’autonomia, essa prevede che si stabilisca col Cliente un rapporto tra pari.

Filosofia “incarnata” e non accademica

Infatti:

Lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia. Certo, può ben darsi che nessuna delle nostre filosofie valga un gran che, ma la loro influenza sui nostri pensieri e sulle nostre azioni è grande e spesso incalcolabile.

Parola di Karl Popper. Non esistono filosofi o non filosofi, dunque, ma buoni o cattivi filosofi.

L’enfasi data alla formazione della persona, in termini di umanità e cultura, perciò, caratterizza in modo precipuo il nostro l’approccio alla Consulenza. Distinguendolo non solo dalle pratiche psicologiche per loro natura volte alla terapia, ma anche da altre prassi di sostegno esistenziale e dagli interventi di coaching.

L’indagine filosofica prevede la ricerca franca e saggia della “frequenza” appropriata per sintonizzarsi con se stessi e con il mondo. Al netto di dottrine, consigli e con il coraggio della libertà.

In questo senso, anche, non è richiesta al Cliente alcuna conoscenza della letteratura filosofica.

L’incontro con un filosofo pratico non è una lezione accademica.

Il trattamento di un problema specifico

I trattamenti individuali o per coppie e nuclei familiari nel nostro studio sono mirati a mettere i Clienti in condizione di (ri)conoscere, distinguere e attraversare la… poliedricità dell’umano. Ampliando in tal modo le forme dell’espressione razionale, linguistica, emotiva, corporea così da padroneggiare l’ineludibile complessità della realtà e abitarla senza limitazioni.

Di fronte a un problema specifico rispetto al quale il Cliente si pone con esigenze di risoluzione o all’espressione di un disagio interiore l’intervento di Consulenza Filosofica proposto non assume modalità medicali, direttive o strategiche. Il dialogo fa appello al sistema di conoscenze di ciascuno degli interlocutori e riesce ad ampliarlo. Nel Cliente vengono sollecitati processi di indagine e autoindagine che, se pure – naturalmente! – sempre accompagnati dalla guida del professionista, sono autodeterminati e perciò capaci di originare modalità di risoluzione profonde, autentiche e significative.

La ricerca di sé e gli attriti relazionali

Può accadere, poi, che il Cliente non sia mosso da un problema bensì dal desiderio di ricerca di sé e di saggezza. In tal caso il Consulente assume il ruolo di facilitatore. Accoglie la domanda di senso dell’ospite e lo affianca nell’indagine spirituale senza impartire dottrine.

Nel lavoro con la coppia o con i membri di una famiglia in difficoltà relazionale l’indagine si sviluppa a partire dagli usi linguistici peculiari dei singoli e di quelli eventualmente propri del nucleo. Allo scopo di migliorare la comunicazione e perfezionare gli scambi nella direzione dell’onestà intellettuale e della chiarezza (con sé e con gli altri), mettendo poi in comune la consapevolezza raggiunta.

Una certa cura viene riservata a focalizzare l’attenzione anche sugli elementi non verbali della comunicazione. Con l’obiettivo di rendere indipendenti i Clienti nell’analisi delle dinamiche che condizionano le forme del dialogo. Così da trasformare gli “scontri” in occasioni di sviluppo e conoscenza e autoconoscenza.

L’efficacia della Filosofia Pratica

Il lavoro condotto con i Consulenti Filosofici non sostituisce le psicoterapie o la terapia sistemico-relazionale. Nel caso di incertezze in merito, i Clienti sono messi in grado di riconoscere il fatto che non è tra i campi d’azione della Filosofia Pratica il trattamento della psiche.

D’altra parte, essa è straordinariamente efficace in casi di disagio esistenziale legato alla perdita di significato, motivazione, senso. Quando l’eccesso di stimoli esterni, la cogenza delle circostanze, l’infelicità, la fatica materiale o interiore rendono la quotidianità difficile e il pensiero confuso. E magari ostacolano la capacità di prendere decisioni essenziali per la propria vita.

Ovviamente, poi, per la sua natura, l’impianto della ricerca stimolato dal Consulente Filosofico è determinante ogni volta che una persona avverta il bisogno d’aiuto ma rivendichi la libertà di pensiero e la facoltà di essere sostenuto a prescindere da consigli e norme provenienti da modelli, sia pure pregevoli. Così come ogni volta che il Cliente senta il desiderio di vedere accolta e rispettata la sua visione del mondo senza sentirsi personalmente sotto giudizio. La filosofia sa molto bene che emettere facili sentenze su chicchessia a partire dai suoi pensieri ma ignorando le sue ragioni rappresenta il più delle volte una fallacia del ragionamento.

Oltre il limite del giudizio, per liberare la forza della ragione

La relazione filosofica libera dal senso di inadeguatezza e da quel detestabile vizio comune del “giudicarsi a vicenda”. Il dialogo filosofico permette di esplorare la propria visione delle cose. Con senso critico costruttivo, certo, ma senza essere sottoposti a un verdetto o subire una diagnosi.

La Consulenza Filosofica si rivela infine un ottimo sostegno per quanti abbiano già effettuato con successo una psicoterapia e si trovino nel tempo ad attraversare un periodo difficile per il quale le vecchie risposte psicologiche si rivelano inadeguate.

Nel prossimo intervento Malanni di ragione. Ambiti e modalità della “cura” filosofica – PARTE II aggiungeremo qualche ulteriore dettaglio in merito.

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